I programmi della Consulta Didattica Nazionale

Relazione introduttiva La preparazione dei Programmi per la Scuola elementare qui presentati e' passata attraverso diverse fasi e stesure laboriose, sia nella redazione da parte della
Sottocommissione (integrata da uomini di scuola di chiara competenza, chiamati da tutte le regioni), sia da parte della Consula. Le difficolta' da superare furono di diverse specie, e
in succinto si possono cosi' indicare: a) il mutato raggruppamento delle cinque classi costitutive della Scuola elementare, che rimangono ordinate in due Corsi, ma con durata
invertita; b) la sostituzione del criterio didattico del ciclo (che ha riflessi amministrativi e che puo' incidere sullo stato giuridico del maestro) a quello delle classi; c)
l'adozione di un indirizzo ispirato a un beninteso globalismo nel delineare il contenuto e nell'indicare lo svolgimento del programma. Queste innovazioni portano con se' un mutamento
sensibile del nostro costume scolastico, sia per il diverso rapporto che per esse si stabilisce tra docente e discente, col conseguente nuovo significato che assumono l'insegnare e
l'imparare, sia per la preminenza che l'attivita' propria del fanciullo e l'influenza dell'ambiente nel quale egli vive vengono ad avere come fonti di sapere, anche scolasticamente
valido, sulle lezioni cattedratiche e sui manualetti; sia infine per la incidenza che il progettato ordinamento verra' ad assumere sugli atti che regolano la carriera dell'insegnante.
La scuola, coi nuovi programmi, mette a fuoco tutta la sua attivita' nel mondo fisico, naturale e sociale che le e' proprio. La Consulta ha ritenuto che sia stata opportuna la riduzione
a due anni del Corso inferiore perche', durante il periodo che esso rappresenta nella vita del fanciullo, e' utile che sia conservata un'ininterrotta continuita' del modo e dello spirito
della Scuola materna. Tale Corso inizia di fatto, per la maggior parte dei fanciulli, una convivenza diversa da quella familiare e da' a tutti la conoscenza e l'uso di quegli strumenti
del sapere di piu' stretta pertinenza della Scuola che sono il leggere, lo scrivere e il far di conto. Inoltre, per una prassi costante, che dura dal Regolamento del 1860, tali due
anni costituiscono una vera e proprio unita' didattica, che, anche nei modi dell'insegnare, ha una sua particolare continuita', onde il secondo anno e' considerato dai maestri la
necessaria e naturale integrazione o il completamento del primo. D'altra parte, l'anno successivo (la terza classe dell'ordinamento attuale) e', per l'eta' dei fanciulli, per la
struttura del programma che vi si svolge e per le peculiari esigenze didattiche che esso presenta, molto piu' connesso con le classi superiori che seguono che con le precedenti
inferiori: esso fa parte di quel periodo dell'eta' evolutiva col quale termina la fanciullezza; onde e' ovvio che con esso faccia corpo anche scolasticamente, consentendo una piu'
coerente distribuzione, una piu' organica impostazione e una piu' razionale continuita' di sviluppo della materia dell'insegnamento, ed un piu' consentaneo atteggiamento didattico
dell'insegnante, che puo' contare su di una iniziale autonomia del fanciullo e su di un suo intervento piu' attivo (individuale e collettivo o per gruppi) nella ricerca, nella
acquisizione e nella organizzazione del sapere. Il programma, redatto secondo le esigenze del criterio della globalita' non irrigidita da formule astratte, tiene conto del principio
fondamentale dell'unita' della coscienza che si traduce in forza accentratrice degli interessi vivi, presenti e operanti nella vita del fanciullo e dei bisogni della sua fantasia. Ne
tiene conto con meditata graduazione in modo che quello del primo Corso (che interessa i fanciulli dai sei agli otto anni) continui piu' evidentemente i modi della Scuola materna e
prepari l'uso appropriato di quelli della Scuola elementare, mentre quello del secondo Corso (che interessa i fanciulli tra gli otto e gli undici anni) preluda alla introduzione di
forme di attivita' che portano all'apprendimento piu' sistematico, proprio della Scuola secondaria, in ciascuno dei rami in cui essa e' ripartita. I Corsi, cosi', assumono una loro unita'
derivante dalla coerente applicazione del criterio didattico presente nella impostazione del relativo programma. Nel quale, se e' chiara la composizione ciclica, e' pure chiaro che essa
e' offerta con giusta misura e con prudente elasticita' in modo da lasciare al maestro il modo (non senza fargliene, anzi, espresso invito) di distribuire egli stesso negli anni del
Corso che gli e' affidato e del quale ha la responsabilita' didattica e morale, la materia che e' oggetto del suo insegnamento, o meglio (per conservare il significato attivistico anche
a questa indicazione) dell'imparare dei fanciulli di cui ha la guida. Nel programma sono percio' visibili - in tutte le indicazioni - i momenti o periodi corrispondenti agli anni di
cui consta il Corso, ma senza la rigidita' che conferirebbe loro la divisione della Scuola in classi non costituendo traguardi che il fanciullo debba necessariamente raggiungere alla
fine di ciascun anno. E cio' corrisponde esattamente alle disposizioni contenute nel disegno di legge presentato al Parlamento nazionale il 13 luglio 1951, le quali al comma IV
dell'art. 5 richiedono prove per il passaggio dal primo al secondo Corso ed esami al termine di questo, ma non accennato minimamente a prove o ad esami intermedi. Corrisponde pure a
cio' che e' detto nella Relazione la quale accompagna il Disegno stesso, nella quale si legge: "La scuola elementare, per aderire al progressivo sviluppo del fanciullo, si snoda in due
corsi, biennale il primo e triennale il secondo, ciascuno dei quali costituisce una unita' didattica: si mira, in tal modo, a superare la brusca separazione, che e' tradizionale, tra i
diversi e distini anni scolastici, inopportunamente considerati come unita' a se' stanti, e si cerca di attenuare, mediante la continuita' dei corsi, il fenomeno delle ripetenze, molto
oneroso non solo per la normalita' didattica della vita della scuola, ma anche per il bilancio dello Stato". Al quale proposito bisogna avere presente che i ripetenti sono circa un
milione e che essi costano all'erario piu' di 15 miliardi all'anno: quanto basterebbe per completare l'istruzione obbligatoria in tutte le sedi, stroncando alla radice la mala pianta
dell'analfabetismo. Questo ordinamento strutturale e didattico della scuola, che la fa considerare come un'unita' o come una comunita' solidamente operante ad un fine, anche se composta
da fanciulli appartenenti a diverse annate di reclutamento ma nello stesso periodo dell'eta' evolutiva, facilita di molto la risoluzione del problema della pluriclasse, il quale, in
misura maggiore o minore, ma sempre in modo sostanziale, interessa oltre la meta' delle nostre sedi scolastiche e allarghera' i suoi limiti con la istituzioni delle classi
post-elementari che l'art. 6, comma settimo del Disegno di legge dianzi ricordato prevede per le sedi di Scuola elementare e per cio' anche per quelle attualmente affidate ad un solo
maestro. E' convinzione generale che il programma ora in vigore, come quelli che lo hanno preceduto, richiede al fanciullo uno sforzo superiore a quello che egli puo' di fatto
sopportare e, che, per di piu', esiga l'acquisto di libri - di manualetti spesso scorretti e inesatti - e che poi non vengono adoperati che in minima parte e con inutile, se non
dannosa, fatica. Sostituendo a tali libri quello della natura, che e' gratuitamente alla portata di tutti ed e' sempre aperto, non solo si fa risparmiare alle famiglie una spesa annua
ingente e inutile, ma soprattutto si riduce il programma di studio entro i limiti che l'attivita' stessa del fanciullo determina e precisa. La Sottocommissione ha fatto, percio', senza
rimpianto, largo uso della scure, ripetutamente raccomandato da igienisti e da pedagogisti. Essa ha tolto dai programmi tutto cio' che le e' sembrato piu' al suo posto nella Scuola
secondaria, la quale, pure iniziando l'insegnamento sistematico che richiede la divisione o l'individuazione delle materie, si vale della capacita' di ricerca di osservazione, di
raccolta, di ordinamento dei dati e delle cognizioni, di riflessione sulle cose osservate o raccolte, nonche' della chiara e personale espressione delle idee cosi' suscitate e dei
pensamenti di cui esse sono feconde, come dei liberi moti della fantasia e delle esperienze affettive che la vita comune ha procurato al fanciullo e va procurando all'adolescente:
capacita' la cui formazione costituisce uno dei compiti precipui della scuola elementare.

Programma

PREMESSA Il presente programma parte dalla premessa che la Scuola elementare, continuando e sviluppando l'azione educativa svolta dalla scuola materna, collaborando con la famiglia,
della quale e' la piu' diretta continuazione e la integrazione piu' efficace, pone le basi dell'educazione integrale del fanciullo, alla quale l'insegnamento religioso e' fondamento e
coronamento. La Scuola elementare realizza i suoi fini avviando il fanciullo ad un sempre piu' sicuro possesso della lingua materna, formandogli l'abito dell'osservazione, facendolo
partecipe - attraverso i primi elementi della cultura - della tradizione spirituale della nazione e coltivando in lui l'amore per la Patria e il sentimento della solidarieta' umana. Il
programma si ispira al criterio di indicare sobriamente, per ogni aspetto dell'attivita' del fanciullo, le forme di esercizio da promuovere e le nozioni che devono essere oggetto
dell'insegnamento. E' quindi da intendere che tutta la schematica indicazione di compiti assegnati a ciascuno dei due corsi, in cui la Scuola elementare e' distinta, vuole essere non
gia' elencazione di nozioni che il maestro debba impartire e l'allievo ricevere e assimilare, bensi' presentazione di elementi e problemi come materia di osservazione e di riflessione
che l'allievo compia con l'aiuto e con la guida del maestro. Nel primo Corso (I e II anno del ciclo elementare), per adeguarsi ai modi di sentire e di conoscere del fanciullo, non si
ha distinzione di materie: tutta l'opera della scuola, in questo primo biennio, e' intesa come guida e ausilio alla stessa operosita' dell'allievo, distinta come osservazione ed
esplorazione dell'ambiente (che sia anche godimento della bellezza) e come forme di espressione e di operosita' (lingua, disegno, canto, lavoro, ecc.), sempre fra loro connesse nella
maggior misura possibile. Lo stesso insegnamento dell'aritmetica e della geometria, pur dovendo giungere prima degli altri a una sua speciale individuazione didattica, e' mantenuto,
nei suoi riferimenti, intimamente connesso con le attivita' di osservazione (della quantita' e delle forme) e di espressione (operare misurando, lavoro, disegno, ecc.). In tal modo
tutte le nozioni e capacita', che il fanciullo deve conquistare sono, nel primo biennio, raccolte e ordinate naturalmente intorno a quello che egli va osservando e operando, collegate
con i fondamentali interessi della vita fisica e spirituale dell'uomo. Nel secondo Corso (III, IV e V anno del ciclo elementare) lo studio dell'ambiente e l'educazione delle forme
espressive e delle attivita' varie, pur mantenendo ancora carattere globalistico, si fanno meno episodici, dovendo preparare con opportuna gradualita' lo studio sistematico proprio del
ciclo secondario e della istruzione superiore e, pur rispettando la sostanziale unita' che il sapere deve presentare in questa eta' educativa, consentono una prima distinzione delle
materie d'insegnamento. Di fatto, nel secondo corso, l'osservazione e lo studio dell'ambiente conducono, con graduale sviluppo, a una prima delineazione geografica e storica della
Patria italiana; l'apprendimento della lingua tende al possesso chiaro e corretto dell'espressione orale e scritta e all'abitudine e al gusto della lettura; l'apprendimento
dell'aritmetica e della geometria, sempre basato su un'attenta derivazione di problemi dell'esperienza del fanciullo, mira a rendere sicuro e gradatamente sistematico l'uso delle
operazioni elementari e delle misurazioni decimali. Per le varie parti dell'insegnamento e' indicato un certo ordine, in cui la materia puo' distribuirsi opportunamente nel tempo, senza
pero' che le sia assegnata una ripartizione rigida e conclusa per ogni anno di corso. Si e' inteso consentire al maestro di svolgere l'insegnamento nel corso unitariamente considerato,
con quelle ripartizioni che ritenga fondatamente opportune; con cio' egli ha facolta' di desumere dalle condizioni di fatto nelle quali deve svolgere la propria attivita' educativa, gli
argomenti e i modi piu' adatti a raggiungere le finalita' dell'istruzione che impartisce. Il modo in cui e' inteso e presentato il programma e, con esso, l'opera della scuola, vuol
costituire un richiamo e un invito ben chiari ai principi dell'interesse, dell'attivita', dell'esperienza del fanciullo: principi dai quali deve ricevere impulso e nei quali deve
sempre porre le sue radici tutto l'insegnamento. Evidentemente, un tale programma presuppone operante negli educatori una coscienza che, sulla linea della nostra migliore tradizione
educativa e dei motivi validi del nostro costume scolastico, sia nelle sue ispirazioni, consapevolmente aperta alle esigenze della scuola moderna: di quella scuola, cioe', in cui,
dalla didattica della lezione si e' passati alla didattica dell'attivita' dello scolaro, ordinata secondo fini educativi, espressa in un rapporto di unitaria collaborazione fra alunni e
maestro; esso richiede che il maestro approfondisca e renda sempre piu' consapevoli la propria vocazione, la propria preparazione e le proprie capacita', mediante il costante
aggiornamento culturale, lo studio dei fanciulli e la conoscenza dell'ambiente e del costume locale; propone l'istanza che la casa della scuola sia sempre piu' rispondente alle
esigenze della vita operosa, serena, educativa che vi si deve svolgere, in armonia con le necessita' sociali e didattiche del nostro tempo; tale, insomma, da porre la scuola in
contatto con l'ambiente e con la vita della comunita' sociale, di cui essa deve essere il centro.

PRIMO CORSO (I e II anno di scuola) Religione Programma stabilito dall'Autorita' Ecclesiastica.

Educazione Fisica Esercizi imitativi e giuochi, anche associati al canto. Esercizi elementari di sviluppo (del capo, del busto, degli arti e respiratori). Semplici esercizi
ordinativi, disciplinari, di deambulazione e di educazione al ritmo.

Attivita' di osservazione e di espressione 1. Osservazione dell'ambiente ed educazione civile. L'ambiente fisico: caratteri generali ed elementi piu' facilmente osservabili del
paesaggio; animali e piante piu' comuni nell'ambiente; primi esercizi di orientamento; vie di comunicazione locali. Giorno e notte; l'orologio; le stagioni; i piu' comuni fenomeni
atmosferici. L'ambiente sociale: la famiglia e i rapporti di parentela, la scuola, il paese o il quartiere, la citta', la chiesa, gli edifici pubblici; vita di citta' e di campagna.
Accenni a mutamenti verificatisi nell'ambiente e ai rapporti tra passato e presente. Norme di comportamento nei vari ambienti (la famiglia, la scuola, la chiesa, la strada, ecc.). Le
principali esigenze della vita fisica e spirituale dell'uomo: a) l'alimentazione (gli alimenti: loro origine; lavori che li producono; organi della nutrizione; norme fondamentali di
igiene); b) la protezione delle intemperie e dal freddo (gli indumenti, l'abitazione: cenni intuitivi sulle materie prime e sui lavori relativi. Il corpo umano: pulizia e igiene degli
organi di senso e delle vesti). Illustrazione intuitiva di qualcuno dei mutamenti piu' interessanti nelle abitazioni e nella foggia del vestire; c) l'associazione e l'aiuto scambievole
(cenni intuitivi sugli scambi di servizio e di merci; i mezzi piu' elementari di trasporto; i servizi assistenziali, ecc.).

2. Attivita' espressive a) Avviamento all'attivita' espressiva verbale e grafica: il leggere e lo scrivere, appresi con l'aiuto di immagini appropriate e dell'alfabeto mobile
individuale e collettivo. Leggende, novelle, fiabe, proverbi, ninne-nanne, ecc. raccolti nell'ambiente locale dal maestro e dai fanciulli. Lettura spedita di brevi poesie e prose
relative a cose osservate e a sentimenti e interessi vivi del fanciullo; esercizi relativi. Esercizi di dettatura e di autodettatura, con la collaborazione attiva degli allievi.
Conversazioni tra fanciulli e maestro su cose di osservazione diretta o d'esperienza comune. Descrizioni e narrazioni di cose viste o lette, con l'intento di abituare, alla chiara e
garbata espressione italiana, mediante la rettifica occasionale e pratica di errori di pronunzia e di forma grammaticale. Brevissime notazioni per iscritto da parte del fanciullo su
cose e fatti osservati. Sobri esercizi di esatta denominazione delle cose osservate. b) Linguaggio grafico e disegno spontaneo anche a illustrazione della espressione orale e scritta;
disegno di foglie, rami fioriti, bacche, ecc.; uso dei pastelli colorati per la distinzione dei colori e per dare armonia alle tinte dei disegni; formazione di semplici motivi
ornamentali ritmici. c) Facili e suggestivi canti corali religiosi patriottici, popolari per imitazione; esercizi di intonazione col corista e di ritmica musicale regolata dalle mani,
dalla numerazione, anche in accompagnamento con la marcia, con i giuochi, ecc. d) Attivita' di lavoro: raccolta di foglie, semi, bacche, tuberi, conchiglie, fibre, tessuti, ecc., anche
per contribuire alla formazione del piccolo museo didattico della scuola; coltivazione di fiori e piccoli lavori di orticoltura; foderatura di libri e di quaderni; preparazione
dell'alfabetiere mobile e illustrato. e) Osservazioni sulle quantita' e sulle forme: operazioni di conteggio e di misura nelle attivita' di giuoco e di lavoro; rilievo pratico delle
forme geometriche piu' semplici nelle cose osservate; esercizi orali di numerazione; le quattro operazioni con estensione graduale fino al 100; uso pratico delle unita' di misura
(lunghezza, capacita', peso, valore) nei limiti dell'esperienza infantile.

SECONDO CORSO (III, IV e V anno di scuola) Religione Programma stabilito dall'Autorita' Ecclesiastica

Educazione Civile Il Comune e i principali servizi pubblici. Riflessioni su casi della vita morale e sociale e sui doveri e i diritti dell'uomo e del cittadino. Esperienze graduali di
autogoverno, cominciando dal giuoco; educazione alla urbanita'.

Studio dell'ambiente a) Storia e geografia - L'orientamento e la rappresentazione cartografica elementare. Conoscenza fisica e storica del Comune; raccolta di elementi relativi alle
tradizioni locali. Prima delineazione geografica della Provincia, della Regione, dell'Italia; cenni elementari di storia della Regione e dell'Italia. Nozioni elementari sui rapporti
dello Stato italiano con gli altri Paesi. Nozione intuitiva del globo terracqueo. Racconti episodici sulle maggiori scoperte geografiche. Figure significative del Risorgimento
nazionale. Benefattori del nostro Paese e dell'umanita'. b) Mondo della natura - Il giorno e la notte. I mesi, le stagioni, l'anno. Il calendario. I fenomeni atmosferici. Descrizione
dell'ambiente locale e dei suoi prodotti; l'aria, l'acqua e i prodotti del sottosuolo; rilievi sulle principali proprieta' dei corpi e sui piu' comuni fenomeni fisici. Gli organi e le
funzioni essenziali del corpo umano; norme igieniche che ne dipendono in rapporto agli alimenti, alle vesti, alla persona e agli ambienti. c) L'uomo e la natura - Difesa e protezione
della natura: importanza del patrimonio agricolo, forestale, ornitologico, ittico. Le risorse naturali. Le bellezze naturali. Il turismo e l'educazione turistica. Lingua Italiana a)
Letture; spiegazione e riassunto delle cose lette. Dizione, anche a memoria, di poesie e di brevi brani di prosa; esercizi di recitazione dialogata. Lettura di libri della biblioteca
scolastica. Esercizi di descrizione di cose, narrazione di fatti, espressione dei propri sentimenti sia oralmente che per iscritto, anche sono forma di diario e di lettere. b) Prime
osservazioni sulla struttura della lingua, allo scopo di assicurare la correttezza dell'espressione anche nel confronto con la parlata locale

Aritmetica e Geometria Problemi e operazioni adatti all'esperienza del fanciullo con numeri interi fino a 10.000. Le principali figure geometriche. Misure di lunghezza, di peso, di
capacita' e di valore. Numeri fino al milione; lettura e scrittura dei decimali fino al millesimo. Problemi di aritmetica desunti, preferibilmente, dalla esperienza viva dei fanciulli.
Misure di lunghezza, di capacita', di peso e di valore, e loro, relazioni nel sistema metrico decimale. Figure geometriche piane: misurazione degli elementi lineari di esse.
Nomenclatura dei principali solidi geometrici. Scrittura e lettura dei numeri oltre il milione. Idea intuitiva della frazione e conoscenza della sua presentazione simbolica. Misure di
superficie e agrarie. Costruzione di modelli dei piu' semplici solidi geometrici; problemi di aritmetica e di geometria comprendenti l'uso spedito dei decimali e pratica misurazione
delle superficie piane. Esercizi rivolti a rendere sicuro e rapido il calcolo mentale. Conoscenza dei segni grafici usati dai Romani per rappresentare i numeri.

Disegno e Scrittura Esercizi di osservazione e di rappresentazione grafica dal vero, anche con l'uso del colore; esercizi liberi di disegno a illustrazione della composizione scritta.
Elementi di disegno geometrico e disegno di motivi ornamentali desunti anche dalla osservazione delle forme naturali e con applicazione al lavoro. Cura costante della regolarita' e
della chiarezza della scrittura in tutti gli esercizi.

Lavoro Coltivazione di fiori e (dove e' possibile) prime coltura ortive. Facili lavori di costruzione con materiale adatto e reperibile sul posto. Esercizi di cucito, di maglia e di
rammendo (per le alunne). Lavori leggeri del terreno con attrezzi a mano, adatti all'eta', per giardinaggio e orticoltura. Costruzione di semplici indumenti ed esercitazioni di ricamo,
rammendo e rappezzo (per le alunne). Coltivazione del campo della scuola; allevamento di api, di bachi da seta e di piccoli animali da cortile. Costruzione di oggetti utili alla
scuola e alle esercitazioni di lavoro agricolo. Esercitazioni di taglio e conseguenti confezioni; esercizi di ricamo, rammendo e rattoppo; esercitazioni di economia domestica (per le
alunne).

Educazione Fisica Esercizi ordinativi; facili schieramenti. Esercizi elementari di sviluppo e correttivi. Esercizi di deambulazione (marcia, corsa, andatura) e di applicazione (salti,
equilibrio, arrampicata, cerchio, pallone, ecc.).

Canto Corale Canti religiosi, patriottici, popolari per imitazione. Prima cognizione della notazione e della figurazione musicale.